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Poems 2 · John Milton

Poems 2, Ode – Encomium

Al Signor Gio. Miltoni Nobile Ingleſe.

ODE.

ERgimi ali' Etra ò Clio

Perche di ſtelle intreccierò corona

Non più del Biondo Dio

La Fronde eterna in Pindo, e in Elicona,

Dienſi a merto maggior, maggiori i fregi,

A'celeſte virtù celeſti pregi.

Non puo del tempo edace

Rimaner preda, eterno alto valore

Non può l'oblio rapace

Furar dalle memorie eccelſo onore,

Su l'arco di mia cetra un dardo forte

Virtù m'adatti, e ferirò la morte.

Del Ocean profondo

Cinta dagli ampi gorghi Anglia riſiede

Separata dal mondo,

Però che il ſuo valor l'umano ec…ede

Queſta feconda ſà produrre Eroi,

Ch' hanno a ragion del ſovruman tra noi.

Alla virtù sbandita

Danno ne i petti lor fido ricetto,

Quella gli è ſol gradita,

Perche in lei ſan trovar gioia, e diletto;

Ridillo tu Giovanni e moſtra in tanto

Con tua vera virtù, vero il mio Canto.

Lungi dal Patrio lido

Spinſe Zeuſi l'induſtre ardente brama;

Ch' udio d' Helena il grido

Con aurea tromba rimbombar la fama,

E per poterla effigiare al paro

Dalle più belle Idee traſſe il priù raro.

Coſi l' Ape Ingegnoſa

Trae con induſtria il ſuo liquor pregiato

Dal giglio e dalla roſa,

E quanti vaghi fiori ornano il prato;

Formano un dolce ſuon diverſe Chorde,

Fan varie voci melodia concorde.

Di bella gloria amante

Milion dal Ciel natio per varie parti

Le peregrine piante

Volgeſti a ricercar ſcienze, ed arti;

Del Gallo regnator vedeſti i Regni,

E dell' Italia ancor gl'Eroi piu degni.

Fabro quaſi divino

Sol virtù rintracciando il tuo penſiero

Vide in ogni confino

Chi di nobil valor calcail ſentiero;

L' ottimo dal miglior dopo ſcegliea

Per fabbricar a'ogni virtu l' Idea.

Quanti nacquero in Flora

O in lei del parlar Toſco appreſer l'arte,

La cui memoria onora

Il mondo fatta eterna in dotte carte,

Voleſti ricercar per tuo teſoro,

E parlaſti con lor nell' opre loro.

Nell' altera Babelle

Per te il parlar confuſe Giove in vano,

Che per varie favelle

Di ſe ſteſſa trofeo cadde ſu'l piano:

Ch' Ode oltr' all Anglia il ſuo piu degno Idioma

Spagna, Francia, Toſcana, e Grecia e Roma▪

I piu profondi arcani

Ch' occulta la natura e in eielo e in terra

Ch'á Ingegni ſovrumani

Troppo avar a tal'hor gli chiude, e ſerra,

Chiaramente conoſci, e giungi al fine

Della moral virtud▪ al gran confine.

Non batta il Tempo l' ale,

Fermiſi immoto, e in un fermin ſi gl' anni,

Che di virtù immortale

S…orron di troppo ingiurioſi a i danni▪

Ch… s'opre d…gne di Poema o ſtoria

Furon gia, l'hai preſenti alla memoria,

Dammi tua dolce Cetra

Se vuoi ch'io dica del tuo dolce canto,

Ch' inalzandoti all' Etra

Di farti huomo celeſte otticne il vanto,

Il Tamigi il dir à che gl' è conceſſo

Per te ſuo cigno pareggiar Permeſſo.

I o che in riva del Arno

Tento spiegar tuo merto alto, e preclaro

So che fatico indarno,

E ad ammir ar, non a lodar lo imparo;

Freno dunque la lingua, e aſcolto il core

Che ti prende a lodar con lo ſtupore.

Del ſig. Antonio Francini gentilhuomo Fiorentino.

JOANNI MILTONI LONDINIENSI.

Juveni Patria, virtutibus eximio,

VIro qui multa peregrinatione, ſtudio cuncta orbis terrararum loca perſpexit, ut novus Ʋlyſſes omnia ubique ab omnibus apprehenderet.

Polyglotto, in cujus ore linguae jam deperditae ſic reviviſcunt, ut idiomata omnia ſint in ejus laudibus infacunda; Et jure ea percallet ut admirationes & plauſus populorum ab propria ſapientia excitatos, intelligat.

Illi, cujus animi dotes corporiſque, ſenſus ad admirationem commovent, & per ipſam motum cuique auferunt; cujus opera ad plauſus hortantur, ſed vaſtitate vocem laudatoribus adimunt.

Cui in Memoria totus Orbis: In intellectu Sapientia. in voluntate ardor gloriae. in ore Eloquentia: Harmoni cos celeſtium Sphaerarum ſonitus Aſtronomia Duce audieuti, Characteres mirabilium naturae per quos Dei magnitudo deſcribitur magiſtra Philoſophia legenti; Antiquitatum latebras, vetuſtatis excidia, eruditionis ambages comite aſſidua autorum Lectione.

Exquirenti, reſtauranti, percurrenti.

At cur nitor in arduum?

Illi in cujus virtutibus evulgandis ora Famae non ſufficiant, nec hominum ſtupor in laud and is ſatis eſt, Reverentiae & amoris ergo hoc ejus meritis debitum admirationis tributum offert Carolus Datus Patricius Florentinus.

Tanto homini ſervus, tantae virtutis amator.